Assassin’s Creed Valhalla

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Assassin’s Creed Valhalla: Dawn of Ragnarök

Abbiamo parlato di questo nuovo DLC, arrivato sulle piattaforme lo scorso 9 marzo, nella nostra anteprima a febbraio, dove avevamo dato una prima occhiata e raccolto le nostre impressioni su un contenuto aggiuntivo davvero corposo. Ora arrivano le conferme, o le smentite, su questo ulteriore ampliamento del mondo di Assassin’s Creed Valhalla con Dawn of Ragnarök.

Dunque è tempo di approfondire insieme a voi i dettagli di quanto abbiamo visto, spettatori di contenuti davvero succosi e che, a nostro parere, riescono a dare una svolta importante al più recente titolo del franchise di Ubisoft.

Assassin’s Creed Valhalla: Dawn of Ragnarök, tanti contenuti in un solo DLC

In questo DLC siamo stati dell’attraversamento dei regni norreni, e farlo nei panni di Odino non è scontato, né un’esperienza di poco conto. L’espansione di Assassin’s Creed Valhalla non è però così enorme come sembrava promettere l’anteprima, dal punto di vista della longevità, contando circa dodici o tredici ore, ma rimane un’avventura parallela alle vicende di Eivor davvero da gustare. Legata alle visioni notturne del Morso di Lupo, questo capitolo affronta lo scontro tra Odino e chi, in combutta con il demone Surtr, oserà sfidare il Supremo con il rapimento del figlio Baldr. Una storia di vendicatori e di vendette all’interno di un contenuto che riprende l’epica dai tratti fantasy, realizzando un’esperienza di gioco dal gusto action.

Anche questo come gli altri DLC inizia a Ravensthorpe, l’insediamento vichingo difeso da Eivor, il quale ha una visione dopo essersi addormentato e ritrovandosi nei panni di Odino, per compiere una missione: Baldr è stato appunto rapito da Surtrs e portato su Svartalfheim. Determinato a salvarlo, il padre degli dei raggiunge la fortezza del nemico insieme a Frigg, la madre di Baldr, ma lo scontro con il gigante di fuoco e Sinmara lo mette in difficoltà, proprio quando Eivor si risveglia e corre verso Velka per aiutarlo a tornare alle sue visioni.

La guerra per il destino dei Nove Regni e di Asgard è ancora in corso e il disastro definitivo potrebbe essere alle porte. Nel frattempo, Eivor Morso di Lupo prosegue qui il suo viaggio onirico nei panni di Odino, in una impresa che è davvero lunga e che comprende anche aree e attività opzionali, dunque ci viene richiesto parecchio tempo per esplorare a fondo questo mondo. Per quanto lo abbiamo perlustrato però, possiamo dire che il contenuto si basa su dinamiche già note ai giocatori di Assassin’s Creed Valhalla, tra missioni principali da concludere, razzie e quest secondarie piuttosto semplici. Dunque, una volta terminata la storyline principale, possiamo entrare nella cosiddetta Arena delle Valchirie, una modalità arena che offre scontri di varie difficoltà e malus applicabili per aumentare le ricompense da ottenere e con cui entrare in possesso di un nuovo set per Odino.

L’ampio mondo fantasy di Svalfartheim

Guardando alla mappa e alla complessità tecnica e grafica del DLC, non possiamo mancare di osservare quanto Svartalfheim sia un mondo tanto astratto, quanto ampio. Il design  ambientale è affascinante e unisce foreste, ambienti nordici e statue sormontate dalle montagne. La mappa è molto ampia e possiamo attraversarla facilmente in sella a un cervo, oltre che usare i viaggi rapidi o semplicemente procedere a piedi. Possiamo anche trasformarci in un corvo sfruttando i poteri del bracciale di Odino, ma senza guadagnare grandi velocità. Per quanto riguarda invece il sistema di progressione dell’espansione, che riprende il personaggio guidato nella campagna di Valhalla, si riparte proprio dal suo livello e dalle sue abilità, dunque così facendo il personaggio è fin troppo livellato per questi contenuti, risultando di potenza superiore a quanto mediamente richiesto dal DLC.

Infine questo open world presenta paesaggi decisamente suggestivi e maestosi, dove Svartalfheim regala scorci favolosi e dalla qualità grafica, oltre che dalla varietà degli elementi, ottima, anche per il design dei nemici e dei comprimari. Qualche sbavatura è percepibile nelle texture meno definite su alcuni elementi naturali, con qualche glitch, ma anche sul comparto sonoro poche parole e solo positive: l’accompagnamento musicale è davvero godibile e il doppiaggio non perde un colpo.

In conclusione

Assassin’s Creed Valhalla: Dawn of Ragnarök è un’espansione di gioco meritevole della vostra attenzione, dunque imbracciate le armi nella campagna principale, concludetela appena possibile e poi imbarcatevi anche in questa avventura. Una storia ricca di contenuti, per quanto facili da portare a termine se non vengono disattivate alcune abilità potenziate. In definitiva però, coloro che si sono appassionati alla storia principale, non potranno che desiderare di imbarcarsi alla volta di Svartalfheim, con tratti a momenti forse un po’ troppo fantasy e parecchio action. La conclusione sarà devastante e ricca di combattimento e azione, una ciliegina sulla torta che potrebbe essere l’anello mancante, il tassello definitivo per questo ampio capitolo della saga di Ubisoft.

The Good

  • Parecchi momenti action
  • DLC ricco di contenuti e missioni
  • Comparto artistico e tecnico con pochissime sbabature

The Bad

  • Longevità ridotta se siamo troppo potenziati
4.5

Written by: Blondienerdie

Pad alla mano da 6 anni, ancora mi chiedo se Squall sia vivo o morto. Sed non satiata.

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