ASUS ROG CROSSHAIR X670E HERO

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ASUS ROG CROSSHAIR X670E HERO

Una novità assoluta su Joypad oggi. La recensione di una motherboard è una cosa rara per noi, principalmente perché ottenere motherboard da recensire è un affare piuttosto complesso.

Ma ce l’abbiamo fatta e accogliamo Asus come primo brand su queste pagine! Ed è stato un viaggio mica da ridere…

Pronte per Ryzen 7000

Questa scheda madre di Asus è basata su socket AM5, quindi concepita per processori AMD Ryzen serie 7000. Parliamo sia dei nuovissimi Ryzen 9 7950X3D (che abbiamo usato per il test) ma anche le versioni non X3D scendendo fino a Ryzen 5 7600. Insomma, tutta la lineup corrente di processori AMD Zen 4. E le features non sono certe limitate a questo!

Il cuore di questa X670E Hero è un chipset X670E, quindi la versione “high end” di chipset per Zen 4. Per quanto riguarda la RAM, supporta 4 DIMM per un massimo di 128GB di DDR5 tra 4800 e 6400 (e più) Mhz, in dual channel e ovviamente si avvale della compatibilità con AMD EXPO per l’overclock della memoria di sistema. Non c’è un vero e proprio supporto a ECC (la correzione d’errore) eppure le memorie DDR5 non ECC, non bufferizzata, supportano la funzione ECC on-die. La connettività e le porte d’espansione sono impressionanti. Iniziamo dalle connessioni interne. Troviamo due slot PCIe 5.0 16x (che se vogliamo usare in tandem però saremo costretti ad usare a 8x) direttamente collegati alla CPU. C’è poi ancora 1 slot PCIe 4.0 collegato al chipset.

 

Per quanto riguarda le opzioni di storage, la varietà di connessioni è decisamente impressionante. La scheda madre supporta fino a 5 slot M.2 e 6 device SATA 6Gbps. Gli slot M.2 sono tutti PCIe 5.0. Il primo sotto un heatsink piuttosto massiccio appena sotto la CPU, l’altro è nascosto sotto una placca assieme agli altri 2. Alcuni però dovranno passare dal chipset X670E, quindi da usare solo se vogliamo usare questa scheda madre per creare una sorta di storage server, altrimenti meglio restare su quelli direttamente collegati alla CPU. Nella confezione troviamo una scheda d’espansione per aggiungere due slot per SSD NVMe, da collegare ad uno slot PCIe (preferibilmente il secondo!), ma quando scheda PCIe 5.0 M.2 è installata sullo slot PCIEX16_2, PCIEX16_1 funzionerà solo x8. Stessa cosa se, come me, usate una scheda di rete 10Gbps (perché questa scheda è dotata solo di ethernet 2.5Gbps, un vero peccato!!!). C’è anche il supporto a RAID sia NVMe RAID 0/1/10 e SATA 3 0/1/10.

La lista delle connessioni interne è lunga e passa da diverse prese per controllare i vai fan (CPU, chassis) ma anche connettori appositi sia per pompe per il watercooling che sensori per Water IN/OUT e Flow. L’alimentazione viene fornita tramite 4 (QUATTRO!) connettori specifici: il classico 24 pin, una coppia di 8 pin da 12V e un 6 pin specifico per le schede d’espansione PCIe. Perché non si sa mai che i vostri 2×8 pin o ancora peggio già necessari per una GPU non bastino! ASUS sembra essere andata all-in per quanto riguarda le opzioni di alimentazione. Non sono tutte strettamente necessarie, dipende da quale tipo di processore, scheda video e altre espansioni vorrete collegare ma sarà necessario assicurarci di avere tutti questi cavi d’alimentazione se siamo interessati ad un PC molto potente. Fortunatamente il nostro PSU da 1200 W di Corsair aveva tutto il necessario. Troviamo ancora, sempre come connettori interni, 1 connettore USB 3.2 Gen 2×2 (supporta USB Type-C) , 2 header USB 3.2 Gen 1 supportano altre 4 porte USB 3.2 Gen 1 e 3 x header USB 2.0 supportano altre 6 porte USB 2.0. Ovviamente non mancano i connettori per RGB adressable (sono 3), 1 interruttore modalità alterazione, un connettore Aura RGB, un pulsante FlexKey, un connettore audio del pannello frontale (AAFP), un pulsante ReTry, un pulsante d’accensione, il classico connettore del pannello di sistema a 10-1 pin e un connettore per sensore termico (che tra l’altro troviamo nella scatola!). Non abbiamo finito perché la parte I/O è assolutamente massiccia. Troviamo due porte USB4, una porta USB 3.2 Gen 2×2, ben nove USB 3.2 Gen 2, 9 Type-A e una Type-C, una porta HDMI, un modulo Wi-Fi 6E, la porta 2.5GBps di rete, 5 pin audio, una porta ottica S/PDIF, un pulsante BIOS FlashBack e un pulsante per cancellare la CMOS. Queste due features sono state utilissime nelle prime settimane di test (ci arriviamo sotto!).

A differenza della nostra scheda precedente, una ASUS ROG Crosshair VIII Formula, questa X670E Hero non è dotata di uno schermo per vedere le statistiche della CPU. Ma c’è un elemento a due sette segmenti per vedere sia i codici di boot durante l’avvio che per vedere la temperatura attuale della CPU. Per i fanatici dell’RGB, la scheda è dotata di una sorta di “schermo” che copre la parte I/O posteriore. Non possiamo usarlo come uno schermo vero e proprio, piuttosto cambiare colori e pattern che andranno ad illuminare la scritta HERO ROG. L’effetto è carino e dà quello spruzzo di colore in più. Ma il sogno sarebbe un vero e proprio schermo OLED, specialmente se fate del PC uno statement piece e non solo una macchina per lavorare.

 

Finiamo il nostro tour con qualche accessorio incluso: troviamo due cavi d’estensione RGB (uno ARGB), 4 cavi SATA 3, la già menzionata scheda d’espansione PCIe 5.0 per lo storage (spettacolare inclusione!), viti e sistemi di fissaggio per gli SSD, pad termici, una chiavetta USB con driver antiquati, manuale e altre cazzabubbole. In generale, una buona fornitura di accessori! Ultima menzione, prima di passare ai fatti veri e propri, riguarda l’alimentazione. L’alimentazione arriva dai connettori EPS a un controller PWM Infineon Digi+ ASP2205. Dopodiché, passa a 18 MOSFET SIC850A da 110 A (per un totale di 1.980 Ampère). Grazie agli enormi dissipatori su regolatori, siamo abbastanza tranquilli!

Generalmente, e visto il prezzo di vendita, questa X670E Hero è una scheda se non top di gamma, quasi. Ci sono praticamente tutte le features per rendere questa scheda una top di gamma. Sia per quanto riguarda l’impressionante I/O ma anche per la scelta di integrare chip di qualità, ad esempio il codec audio Realtek ALC4082, che è uno dei migliori in circolazione.

Il nostro setup

Il dramma online

Ci abbiamo messo molto tempo a recensire questa scheda. Ma c’è un ottimo motivo. Il lancio di Ryzen 7000 X3D è stato accompagnato da una pletora di problemi, problemi gravissimi in realtà, che hanno portato diverse schede madri e CPU ad una morte prematura e, in certi casi, una morte violenta. CPU e socket letteralmente esplosi che hanno scatenato una faida tra ASUS e alcuni youtuber molto influenti (in particolare, Gamers Nexus). Per farvela breve, una serie di bug hanno fatto in modo che questa motherboard (ma anche altre sia di ASUS e Gigabyte) regolassero male la tensione del SoC troppo elevata, ben al di sopra dei 1.3 V normali. Questo si è tradotto, come dicevamo, in guasti catastrofici. Il problema è stato risolto in modo molto maldestro da ASUS, che ha pubblicato una lista impressionante di aggiornamenti BIOS, a volte anche a pochi giorni di distanza l’una dall’altra. Abbiamo preferito aspettare che la situazione si stabilizzasse, con la versione 1415, prima di parlarvi della scheda. In teoria ora è tutto a posto, con la tensione che raramente supera i 1.24V ma più stabilmente su 1.238. Problema risolto ma a caro prezzo, con parecchi utenti online che hanno lamentato guasti gravi. La storia completa è molto lunga e zeppa di sfaccettature ma vi lasciamo ai video soporiferi (ma precisissimi) di Gamers Nexus per scoprire ogni dettaglio.

Il dramma in redazione

Abbiamo avuto problemi anche noi. Ma nel nostro caso, non abbiamo notato alcuna esplosione ma abbiamo dovuto mandare in RMA la nostra nuova fiammante (e pagata di tasca nostra) CPU Ryzen 9 7950X3D. Non ci è chiaro se fosse un problema della CPU arrivata già difettosa, Linus Tech Tips ha avuto un problema molto simile al nostro però. Nessuna esplosione ma un problema di training della RAM. Abbiamo cambiato sei stick (ora abbiamo 2x32GB di DDR5 6000Mhz di G.Skill) continuando ad avere boot lentissimi. Problema risolto forzando su attivo l’opzione context restore, che (in teoria…) dovrebbe forzare il training della RAM ad ogni avvio ma che in pratica fa funzionare il sistema correttamente, con una lunga fase di training solo la prima volta che inseriamo nuova memoria nel sistema. Dopo settimane di test, infiniti scambi di e-mail tra noi e Asus (Ulf, MVP assoluto anche stavolta!) siamo riusciti a risolvere quasi ogni problema. Rimane un bug legato a Thunderbolt 4. Appena attiviamo il driver, il PC presenta enormi stutter all’avvio e anche ogni volta che il BUS PCIe viene interpellato, per esempio da HWInfo. Non siamo riusciti a trovare una soluzione, nonostante un formattone completo e la ricerca di ogni driver Thunderbolt sulla faccia del pianeta. Al momento, l’unico modo per usare il PC correttamente è disattivare completamente in Gestione Risorse di Windows il driver Thunderbolt. Insomma, non funziona.

O così o niente

Fastidioso!

Per chiudere il paragrafo disastri possiamo affermare che: i problemi più gravi, di overvolt della CPU in particolare, sembrano risolti. Abbiamo usato il PC con HWInfo aperto continuamente e sembra che i valori siano nella norma. Certo, ci fidiamo di quello che dice la motherboard riguardo questi valori, cosa che Gamers Nexus ha messo in discussione. Ma non avendo lo stesso quantitativo di tempo (per non parlare del fatto che cominciare ad infilare puntali del multimetro su una motherboard accesa è un affare delicato) ci basiamo sul fatto che non è esploso niente. Per quanto riguarda Thunderbolt, non possiamo escludere che il problema sia legato ad altre componenti del nostro PC. Insomma, potremmo anche solo essere sfigati noi ma non ne abbiamo la certezza. Quello che invece è certo è che il lancio di Ryzen 7000 X3D è stato un disastro e che ASUS dovrà fare alcuni cambiamenti interni in futuro. Non perché non si possano perdonare gli errori ma per via della gestione del problema e del fatto che, con una scheda madre da 575 CHF (prezzo al momento della stesura) non vogliamo problemi, solo performances.

Performances sintetiche

Problemi e drammi a parte, siamo rimasti molto soddisfatti dalle performances di X670E Hero. Certo, le performances, specialmente in gioco e nella produttività, sono piuttosto da attribuirsi alla nuova CPU. Ma diamo comunque uno sguardo rapidamente alle differenze tra fondamentalmente tra la vecchia e la nuova versione del nostro PC da gaming per i test. Da una parte troviamo un Ryzen 9 5900X montato su una ROG Crosshair VIII Formula e 32GB di DDR4-3600 mentre dall’altra un Ryzen 9 7950XRD montato sulla ROG Crosshair X670E e 64GB di DDR5-6000. Non è un comparativo mele con mele ma d’altra parte è la norma quando aggiorniamo un PC da una generazione all’altra.

Cinebench R23, nel test multicore, prevedibilmente assegna una vittoria schiacciante al 7950X3D con un gran totale di 33585 punti contro i “miseri” 15026 di Ryzen 9 5900X. Nessuna delle due CPU è overclockata a parte l’attivazione del profilo TPU 1 in entrambi i casi. La differenza è enorme, anche se teniamo in conto la differenza nel numero dei core 12C/24T per 5900X e 16C/32T per 7590X3D.

Passiamo a 3DMark, che abbiamo testato sul vecchio PC e su quello nuovo. Una precisazione importante per quanto riguarda il gaming: è assolutamente necessario installare i driver chipset AMD perché contengono ottimizzazioni fondamentali per la CPU in gaming. Sulla vecchia piattaforma AM4 abbiamo ottenuto un valore di 17007 punti nel test TimeSpy con una RTX 3090, in praticolare 19146 punti per la GPU e 10415 per la CPU. Passiamo allo stesso test ma sulla nuova piattaforma AM5. Su TimeSpy otteniamo 18944 punti, ovvero un aumento del 11% nello score generale, un misero 2.2% in più per la grafica (ma ce l’aspettavamo, la GPU è la stessa) e un impressionante +53.8% nelle performances della CPU. Niente male davvero!

Purtroppo, ci siamo dimenticati di salvare i risultati di Blender sulla vecchia CPU ma vi proponiamo ugualmente i risultati di Blender Benchmark di 7590X3D. Il risultato è di 531.63 punti, che in classifica non sono granché (top 39%) perché Open Data di Blender mette assieme CPU e GPU. Se testiamo la nostra RTX3090 otteniamo 6417.63 punti, top 1% di tutti i benchmark!

Test GPU

Il test Classroom singolarmente ha impiegato 137.9 secondi, il che è un risultato davvero impressionante.

Render Time: 02:29.57

Performances in gioco

Passiamo ai giochi, con una selezione di titoli random. Ogni test è stato eseguito con risoluzione 5120×1440, senza V-Sync attivo e niente DLSS sulla nostra RTX 3090.

Iniziamo da Diablo IV che, nella piazza del portale di Kyovashad ottiene circa 118 fps di media, con ogni dettaglio grafico al massimo. L’utilizzo della CPU è assurdo: massimo 3% d’utilizzo durante le fasi più concitate del gioco, con moltissimi nemici a schermo e diversi giocatori che usano magie e attacchi a ripetizione. L’esperienza di gioco è semplicemente spettacolare.

Passiamo a Forza Horizon 5, con tutti i settings impostati manualmente sul massimo. Otteniamo di media 69 fps, con le impostazioni che vedete qua sotto. Ovviamente, e come per tutti i giochi, usare DLSS migliora sensibilmente gli fps. Date un occhiata al grafico e noterete che il gioco è sostanzialmente GPU bound, con la CPU in grado di preparare di media 410 fps rispetto ai 71.2 della GPU.

Abbiamo dato uno sguardo anche ad un gioco più vetusto, Horizon Zero Dawn. Il suo benchmark interno riporta 87 fps di media, con tempi di rendering CPU ad 89 fps.

The Witcher 3 non è dotato di un benchmark interno ma abbiamo misurato circa 29 fps di media al castello del principato di Toussaint ma tenete conto che è stato fatto con l’impostazione RT Ultra che, nel gioco di CD Projekt, è parecchio pesante.

Parlando di CD Projekt, abbiamo ovviamente testato anche Cyberpunk 2077, questa volta con il suo sistema di test. In questo caso abbiamo usato RT Ultra ma non la versione folle per la serie 4000 di Nvidia, dal momento che la nostra scheda video non supporta DLSS 3. Di media il gioco ottiene 48.46 fps, ninete male ma per un’esperienza di gioco senza problemi, DLSS 2 si rivela necessario.

Un veloce sugardo a Doom Eternal rileva 120 fps medi, sempre con la grafica assolutamente al massimo

Per finire Shadow of the Tomb Raider, RT ultra, che ottiene una media di 61 fps, con la CPU a dimostrare ancora una volta che siamo fondamentalmente (e pesantemente) GPU bound. Hey Asus, la prossima volta ci mandi una 4090 per favore?


Conclusioni

Asus con la sua Crosshair X670E Hero ha prodotto una scheda madre da hardcore gamer e ben oltre. È chiaro per tutti che Ryzen 9 7950X3D non è la CPU da gaming con il miglior rapporto prezzo/prestazioni, in quel campo e restando su AMD meglio allora il Ryzen 9 7800X3D. Ma quello che è ovvio per noi è che la combo X670E Hero e 7950X3D creano una powerhouse assurda, in grado di gestire ogni gioco e anche produttività come render video, render 3d, modelli IA e via dicendo.

Insomma, questa scheda madre offre una robustissima selezione di porte e features, con il solo problema (fastidioso) legato a Thunderbolt con la nostra installazione di Windows 11. L’unica cosa che manca è una porta ethernet a 10Gb, ci saremmo accontentati di 5Gb ma 2.5Gb è davvero troppo poco a questo livello di prezzo. Se vogliamo spendere meno ma ottenere una scheda fondamentalmente simile, c’è anche la ROG Strix X670E-E Gaming WIFI (che Asus ci ha pure mandato per troubleshooting!) o offerte simili come Gigabyte’s X670E Aorus Master o la ASRock’s X670E Taichi. Dopo tutto il dramma legato ai problemi di BIOS, ci sembra che a questo punto l’acquisto sia ragionevolmente sicuro per tutti. Certo, non è accettabile che un cliente pagante debba passare tutti i casini che abbiamo passato noi, il lancio dei nuovi X3D è stato molto problematico sia per Asus che AMD. Ma il prodotto, per com’è ora, fa quello che deve. Per il futuro, tutti ci aspettiamo maggiore attenzione in fase di validazione delle BIOS.

The Good

  • I/O pazzesco
  • Supporto a PCI-E 5.0, USB 4 e Thunderbolt
  • Design

The Bad

  • Thunderbolt non funzionante
  • Niente Ethernet 10Gb
  • Prezzo elevato

Written by: Dave

Editor in Chief di Joypad, lo trovate anche sui social @MrPipistro

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