Le avete viste sulla nostra pagina Facebook nel Lunch Break Unbox di Joypad (una cosa che speriamo di potervi proporre più spesso!) ed è ora di parlarne. Almeno di una delle due. Ma di che diamine stiamo parlando? Della Roccat Sova, la tastiera da divano (lapboard) che abbiamo aspettato per mesi e mesi! Evvai!
Couch Master Race
Perché giocare su console è più comodo che giocare su PC? Beh, perché la console ha il vantaggio di offrire la modalità spaparanzo, ovvero la comodità di stare su un divano, letto, pouf o qualsiasi altro mobile da shallanza che poco si abbinano alla combo tastiera e mouse. Il giocatore su PC è più serioso, costretto ad una posa quasi marziale, seduto sulla sedia da ufficio (o da gaming) con le mani appoggiate alla scrivania. E non c’è niente che si possa fare per cambiare le cose, giusto? Sbagliato! Roccat e altri (pochi) costruttori hanno deciso di correre in soccorso del giocatore su PC che invidia lo svacco dei suo compagni consolari. Ecco allora la Roccat Sova, una gaming lapboard con tutti i confort. Ma che diavolo è una lapboard? Beh, per favela semplice è una superfice che comprende tastiera, poggia polsi e mousepad in un unico corpo rigido da tenere sulle gambe. Insomma, un pezzo di scrivania sorretto da morbidi cuscinetti che poggiano sulle gambe del giocatore su PC che se ne sta sul divano, spernacchiando i consolari perché mouse e tastiera sono più precisi per giocare (e avrebbe ragione solo in alcuni casi comunque).
Due modelli
Ma passiamo alla Sova, shall we? Ne esistono due modelli, la Sova normale (coi tasti a membrana, che abbiamo testato noi) e la Sova MK con tasti meccanici MX Brown. Non possiamo valutare la qualità degli switch meccanici della versione non in nostro possesso (che comunque sono inclusi in un’altra tastiera di Roccat che abbiamo provato, la Ryos MK FX) ma bisogna dire che il modello a membrana non ci delude. Anzi, la velocità di scrittura non risulta rallentata particolarmente rispetto ad altre soluzioni e la minore rumorosità di questa Sova rispetto a degli switch meccanici potrebbe anzi essere un vantaggio, visto che è fatta per essere usata in salotto, ambiente tradizionalmente frequentato da più di una persona per volta. Bene inteso Roccat ha inserito un sistema anti-ghosting, indispensabile per le tastiere basate su membrane.
Ma abbiamo anticipato un po’ le cose! La Sova è parecchio più grande di una tastiera tradizionale: 646 x 280 x 37 millimetri. Una vera bestia che ovviamente giustifica la dimensione con la necessità di includere il poggia polsi e il mousepad. Si collega al PC tramite un lungo cavo USB con due prese, che servono a collegare il device, alimentare la retroilluminazione (solo blu) e le due porte USB incluse nel retro della Sova. Il cavo di collegamento è lungo ben 4 metri ed è dotato di un sistema di sicurezza che lo scollega rapidamente dalla tastiera in caso che qualcuno ci inciampi o comunque tiri troppo il cavo. Un sistema già visto ai tempi della prima Xbox che continua a piacerci, perché evita disastrosi incidenti e disattenzioni potenzialmente fatali. Sul retro, vicino al cavo di collegamento e alle due porte USB (utili per collegare il mouse e un altro device, magari un paio di cuffie) troviamo una lunga scanalatura che corre lungo tutto il bordo superiore. Si tratta di una canalina per il cable management: in pochissimi istanti possiamo far correre il cavo del mouse dentro la tastiera, per accorciarlo in modo che non sia fonte di disturbo. Una comodissima clip in plastica permette infine di fissare il cavo del mouse in posizione e impedirne la caduta lontano dalla Sova. Un sistema estremamente semplice ed efficace.
Continuiamo a dare un’occhiata alle superfici. Sia il poggia polsi (di dimensioni 300 x 130 millimetri) che il mousepad (280 x 225 millimetri) possono essere rapidamente rimpiazzati. Entrambi sono tenuti in posizione da magneti e non si muovono a meno che non togliamo i cuscinetti dietro per rivelare dei punti di pressione. Roccat ha deciso di rendere queste superfici intercambiabili perché c’è la possibilità di personalizzarli a piacimento tramite stampanti 3D, anche se per ora il servizio sembra riservato al Nyth (di cui parlammo qui). La tastiera non è rimpiazzabile. La Sova non è dunque una specie di case ma una tastiera vera e propria, che per fortuna viene venduta anche col layout svizzero (Razer, vedi di imparare qualcosa!). Manca il tastierino numerico e non ci sono tasti macro dedicati, anche se i tasti funzione hanno tutti un secondo scopo (come ad esempio aprire il browser o i comandi multimediali). Non aver incluso il tastierino numerico è una buona idea, che riduce la larghezza (pur non indifferente) della Sova senza ridurne in modo significativo le funzionalità: i giochi che richiedono l’uso del il tastierino numerico sono praticamente inesistenti.
Compagna di svacco
Abbiamo visto com’è fatta la Sova ma com’è da usare? Nei nostri test abbiamo provato diversi stili di uso e abbiamo trovato che la Sova, come qualsiasi altra lapboard, si adatta meglio a certe posizioni. Per cominciare l’utilizzo più scomodo e insensato: usarla stando seduti su una sedia da ufficio. Non fatelo. È scomoda, la posizione è innaturale e dopo un po’ comincerete a non sentirvi più le gambe, dal momento che l’intero peso della Sova (2350 grammi) e delle vostre braccia finisce proprio sulle gambe. Questo nonostante i morbidi cuscinetti sul retro del device. Dove la Sova risplende di più è l’uso da divano. Stando comodamente seduti con la schiena poggiata ad un morbido cuscino e la tastiera sulle gambe le cose vanno decisamente meglio. Stando con la schiena più all’indietro il peso sulla Sova è minore e il confort molto maggiore. Non è forse la posizione che sceglierei per scrivere ma per giocare qualche ora non è affatto male. Il mousepad, rigido, non oppone resistenza, permettendo ad un mouse ben calibrato di volarci sopra. Quasi troppo, visto che mollare il mouse significa vederlo cadere verso il basso finché il filo non lo trattiene. Che poi è esattamente quello che vogliamo. Per questo motivo però consiglio un mouse wired e non wireless (noi abbiamo riesumato l’epico Kone Pure per i nostri test).
Quali sono gli svantaggi allora? Personalmente l’avrei preferita un po’ meno pesante, in modo da restare comoda per periodi di tempo più lunghi di quanto non lo sia ora. La retroilluminazione è solo blu, anche se ci sono diversi effetti configurabili nel software Swarm di Roccat. Per quanto riguarda il lungo (e spesso) cavo di collegamento sono un po’ indeciso. Da un lato elimina la necessità delle batterie e collegare un mouse e un headset non pone nessun problema di autonomia. Dall’altro il cavo, seppur lungo, potrebbe non esserlo abbastanza a dipendenza del vostro setup da gioco. Se il vostro PC (ma anche Steamlink, derivati open source o console) è sufficientemente vicino alla vostra posizione comodosha, siete a posto. Altrimenti la lunghezza del cavo USB può essere un elemento di difficoltà.
Concludiamo: la Roccat Sova è interessante anche se non è un rimpiazzo per la vostra tastiera principale da gaming. La costruzione robusta e la stabilità del device permettono di giocare in modo serio e sicuro, tranne che per tornei e partite ranked in cui magari raccomanderei una posizione di gaming standard, per ridurre anche la minor fonte di incertezza. Il prezzo è interessante visto che varia dai 180 franchi della versione a membrana ai 240 di quella meccanica. Il modello a membrana mi ha lasciato buone impressioni di gioco anche se taluni di sicuro preferiscono il feeling e l’accuratezza dei meccanici. Roccat, dopo aver annunciato la Sova nel 2014, si è presa due anni per raffinare e perfezionare questo device. E direi che la missione è riuscita: se siete alla ricerca di una lapboard almeno.
The Good
- Tanto spazio per le attività!
- Parti intercambiabili
- Comoda
- Modello membrana o meccanico a scelta
The Bad
- Un po' troppo pesante
- Cavo o non cavo?
- Non per tutti