Sennheiser GSP 670 Wireless Gaming Headset

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Sennheiser GSP 670 Wireless Gaming Headset

Sennheiser Gaming ha di recente cambiato nome in Epos Gaming. Tuttavia, le GSP 670 di cui parleremo oggi portano ancora, fiere, il nome del costruttore tedesco. Sono in grado di sostenere la tradizione Sennheiser?

GSP 670 sono il top di gamma di Epos Gaming (chiamiamoli col loro nome giusto). E per il prezzo che hanno (315 CHF al momento di questa recensione) ci aspettiamo qualcosa di davvero stellare. D’altra parte, dopo aver testato sia le 303 che le 600, eravamo davvero curiosi di vedere fino a che punto si può arrivare in campo gaming. Queste GSP 670 sono cuffie wireless compatibili con PC, PS4 e device Bluetooth 5.0. Nella confezione, oltre alle cuffie, troviamo anche un dongle USB per il collegamento a PC e console e un cavo di ricarica micro USB. Niente padiglioni intercambiabili, niente fronzoli o goodies vari. Le 670 hanno dimensione 80 mm x 190 mm x 180 mm e pesano 398 grammi, decisamente si situano sul lato pesante dello spettro.

Il design è praticamente lo stesso del modello 600, senza però gli accenti rossi. Sul lato destro troviamo una rotella per il volume della chat, una rotella più grande per accendere e regolare il volume dell’headset e lo smart button. Sul lato sinistro invece c’è la porta di ricarica USB, un led di stato e uno slider per pairing stato batteria. Troviamo anche il microfono, non scollegabile: muovere il braccio verso l’alto silenzia la nostra voce. Il braccio è abbastanza flessibile ma non possiamo posizionarlo come ci pare, la posizione rimane fissa. Sul lato superiore troviamo un sistema di distribuzione della pressione di contatto sulla testa, la cui regolazione è fondamentale per ottenere un confort migliore. L’installazione è facile su PC: basta scaricare il software Sennheiser Gaming Suite, inserire il dongle USB nel PC e siamo pronti, la stessa cosa vale per PlayStation 4. Su smartphone, basta premere per un paio di secondi lo slider. L’app su PC permette di configurare audio 7.1 virtuale o stereo, usare un sistema di miglioria della voce (spento, warm o clear), mutare manualmente il microfono oltre a regolarne guadagno, noise gate e side tone. Per finire, possiamo attivare una cancellazione del rumore di sottofondo. Nell’app possiamo anche definire il funzionamento dello smart button: tra passare da audio stereo a multicanale oppure un ciclo dei preset (esport, flat, movie, music). I comandi non sono molto complessi ma con un pochino di pazienza otterremo il tipo di sound che vogliamo.

E parlando di sound, oh, Sennheiser, ci sei piaciuta! Suoni caldi, bassi presenti ma non esacerbati, acuti chiari e zero distorsioni. Ascoltare musica è un vero piacere con questo headset, le voci in chat arrivano chiarissime e le prestazioni in game sono eccellenti. Continuiamo a non amare il surround virtuale, la riproduzione stereo è preferibile secondo noi, ma diamine ecco dove vanno tutti quei soldi. La cancellazione del rumore attiva è quello che mancava alle GSP 600: qui l’unione di ottimi materiali isolanti e un sistema elettronico fanno un gran lavoro: potrebbe scoppiarvi una bomba sotto il sedere e non la sentireste. La qualità sonora è comparabile alle GPS 600, d’altra parte usano gli stessi driver con magnete al neodimio che già ci avevano colpito favorevolmente. Anche la qualità del microfono è buona, non abbiamo avuto lamentele nelle sessioni di gaming via Discord anche se, come ovvio, non è un microfono da studio (né deve esserlo). La criticità di GSP 600, il confort sul lungo periodo, è la stessa per GSP 670. Comode per la prima ora, anche grazie all’imbottitura sull’archetto, a lungo andare diventano un po’ scomode. Premono un po’ troppo sui lati e sulla nuca a nostro modo di vedere. Regolare la forza di pressione aiuta ma non riduce a zero il problema. Il vantaggio è che una volta indossate non si spostano di un millimetro, questo è sicuro.

Insomma, queste GSP 670 suonano in modo spettacolare per essere cuffie dedicate al gaming. Materiali premium, features adatte ad un utilizzo con giochi e chat. L’ergonomia dei tasti è intelligente, con il volume principale facilmente raggiungibile ma non troppo molle da essere girato per errore. Ci piace l’aggiunta del Bluetooth con supporto a multipli device. Meno bene il confort e il prezzo, particolarmente elevato. Peccato che non si possa rimuovere il microfono, sarebbe stato auspicabile per certi user case. Se volete risparmiare un po’, le GSP 600 suonano uguale, ma se volete davvero quanto ha di meglio Epos Gaming al momento, questo headset fa al caso vostro.

The Good

  • Qualità audio
  • Materiali
  • Performances

The Bad

  • Comodità sul lungo periodo
  • Solo per portafogli profondi

Written by: Dave

Editor in Chief di Joypad, lo trovate anche sui social @MrPipistro

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