Sony WH-1000XM4

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Sony WH-1000XM4

Oramai sta diventando un appuntamento fisso quello con la serie WH di Sony. Cuffie che ci hanno sempre convinto per la qualità spaventosamente lussuriosa del loro noise cancelling. Perché se c’è una cosa che ci manda in sollucchero è eliminare i suoni molesti.

Ora, approfittando del fatto che Sony ha appena lanciato il modello Silent White delle WH-1000XM4, procediamo a recensire il modello nero. Sì, l’ironia non va sprecata. E siamo anche coscienti che sono uscite sul mercato nel 2020. Diamo pure colpa alla pandemia per il ritardo.

Incrementi

Per prima cosa, è buona creanza d’altronde, le specifiche squisitamente tecniche delle WH-1000XM4. Le cuffie sono di tipo over-ear con driver da 40 mm e magneti al neodimio. La risposta in frequenza è da 4 a 40kHz, o più precisamente 20Hz – 20,000Hz (44.1kHz Sampling) / 20Hz – 40,000Hz (LDAC 96kHz Sampling, 990kbps) via Bluetooth 5.0. Oltre al collegamento Bluetooth possiamo usare un cavetto audio jack da 3.5 mm e lungo 1.2 metri (fornito nella comoda borsetta in stoffa rigida) adattabile perfino agli aerei, tramite quell’idiotissimo plug doppio jack mono (anch’esso fornito da Sony). Le cuffie supportano tre codec via Bluetooh: SBC, AAC e LDAC. Stranamente non c’è più supporto ad AptX, che invece c’era nel modello precedente. Tra l’altro, è possibile fare il pairing con due device in contemporanea, utile se vogliamo passare al volo da uno smartphone a un tablet per esempio. L’autonomia è di 30 ore con noise cancelling acceso e 200 senza, la ricarica via porta USB type-C prende circa tre ore, a dipendenza del caricatore a vostra disposizione. Per finire, sono dotate di NFC per un collegamento rapido e semplice agli smartphone. Ultimo “dettaglio” degno di nota è che possiamo usarle anche in modo totalmente passivo, ovvero lasciandole spente e collegandole via cavo ad un qualsiasi device. Funzioneranno ugualmente ma senza le features avanzate.

WH-1000XM4 sono un modello che si basa sull’eccellente lavoro fatto da Sony sulle WH-1000XM3 (recensite nel 2019), il quale a sua volta era basato sulle WH-1000XM2 (recensite invece nel 2017). Per questo motivo, è dura trovare delle differenze guardandole in modo superficiale. Mentre scrivo la recensione ho le XM4 e XM3 sul tavolo e, beh, colore a parte, vi sfido a distinguerle al volo. Guardando meglio però notiamo che Sony ha apportato qualche cambiamento, sottile ma sensato. I padiglioni sono leggermente più grandi, per garantire un livello di confort superiore. L’imbottitura dell’archetto è stata invece ridotta un pochino, immaginiamo per limitare l’affaticamento della nuca. Ed in effetti, dopo aver passato due settimane passando continuamente tra i due modelli e usandole parecchie ore al giorno, le nuove WH-1000XM4 sono più comode. Non straordinariamente più comode, no. Ma sono più confortevoli sul lungo (lunghissimo) periodo, immaginiamo un lungo volo in aereo per esempio. Il resto è rimasto invariato: stessi pulsanti (accensione e noise cancel, che ora però si chiama “custom”), stessa superfice tattile sul padiglione destro per regolare il volume, cambiare le canzoni e rispondere al telefono.

Novitaz?

Ci sono però delle novità, non è un semplice copy-paste del modello precedente. La cosa immediatamente evidente, se sapete dove guardare almeno, è l’inclusione di un sensore all’interno del padiglione sinistro. Le cuffie si basano sulle letture di questo sensore per capire quando le teniamo addosso e quando le togliamo, in modo da mettere in pausa la riproduzione musicale. Il sistema funziona in modo impeccabile, senza falsi positivi (una cosa che invece accadeva spesso con le comunque stellari Momentum Wireless 3). Di tutte le novità introdotte, questa è quella più sottile ma che imparerete presto ad amare. Rende l’uso delle WH-1000XM4 più pratico e senza complicazioni.

Un altro cambiamento sotto il cofano è il nuovo algoritmo di cancellazione dei rumori. Dopo averlo definito ultraterreno sia per le WH-1000XM2 che le WH-1000XM3 ora… beh diamine non è di sicuro peggiorato eh! La cancellazione delle WH-1000XM4 è migliore rispetto al passato ma diremmo solo un modo incrementale. Era ottimo prima, è ottimo+ adesso. Purtroppo, non ho avuto modo di testarle in quelle che ritengo lo scenario re delle cuffie a cancellazione attiva (un volo di linea) ma sul treno e in giro per strada sono rimasto assai soddisfatto. Ritorna anche la funzione quick attention: se vogliamo parlare con qualcuno basta appoggiare la mano sul padiglione destro, la musica si metterà in pausa e le cuffie abiliteranno il suono ambientale, in modo da farci sentire cosa ci viene detto. E ovviamente, le gestures per il controllo delle cuffie sono gestite allo stesso modo, solo in modo più preciso e con meno falsi positivi rispetto alle WH-1000XM3.

Sonyorità

Una cosa che mi ha colpito è il sound stage delle WH-1000XM4. Migliore, secondo me, rispetto alle WH-1000XM3. I bassi ci sono ma non sono esagerati, acuti chiari senza essere fastidiosi. Ma ho dovuto regolare un po’ l’esperienza tramite l’app. Per prima cosa possiamo far analizzare la forma delle nostre orecchie dall’app, in modo da attivare 360 Reality Audio, che poi comunque non abbiamo usato perché la lista delle app supportate è abbastanza ridicola (360 by Deezer, Artist Connection, nugs.net e TIDAL… ho sentito parlare solo di una e mezzo e non ne uso nessuna). Quello che possiamo però fare è ottimizzare la cancellazione in base alla nostra testa, capelli, occhiali e via dicendo. È una procedura che prende una decina di secondi e, beh, sembra funzionare a dovere.

Ma quello che ho cambiato è stato l’equalizzatore, trovando il sound di default un po’ carente sui bassi. Sony propone diversi preset come “luminoso” (quello che preferisco), “entusiasta”, “calmo”, “rilassato”, “vocale”, “amplificazione bassi”, “amplificazione “alti”, “discorso”, “manuale” e un paio di preset che possiamo salvare. Alcuni sono un po’ ridondanti, alcuni utili se ascoltiamo podcast… ma dipende da voi, dalle vostre orecchie, dai contenuti che state ascoltando e, non da ultimo, dalle vostre preferenze personali. L’app di Sony è sicuramente migliore di quella di Sennheiser e fa perfettamente il suo dovere, fornendo tutta una serie di opzioni per gestire il comportamento delle cuffie. L’unica cosa assolutamente odiosa, rimasta odiosa oramai da anni, è che quando usiamo il controllo del suono adattivo, che cambia l’NC in base a se stiamo camminando, stiamo fermi, viaggiando e via dicendo, le cuffie smettono per un attimo di riprodurre musica e si sente un avviso sonoro. Sony, va bene che vuoi notificare il cambio di modalità ma chi è l’idiota che ha pensato che un “ding” mentre togli del tutto la musica fosse una buona idea? Non lo è, tutti la odiano sta cosa! Si può disattivare ma dovete andarvi a cercare la cosa… per favore per favore per favore, Sony cambia questa impostazione come spenta di default!

Disattivabilissima funzione

Per finire, una cosa importantissima: la qualità in chiamata. Con le WH-1000XM2 e WH-1000XM3 continuavo a ricevere lamentele per la qualità pessima della mia voce mentre stavo al telefono. In particolare, da un certo mio genitore, particolarmente puntiglioso riguardo le varie (varie!!!) soluzioni audio bluetooth con le quali telefono. Per la prima volta non si è lamentato, arrivando perfino a definire le WH-1000XM4 le migliori per qualità che si ricordi. Il continuo feedback degli utenti è servito a Sony. Personalmente sono arrivato fino a definirlo una schifezza con la PR manager Svizzera. Ma ora sono assai felice di riportare che il problema è risolto.

Bottom line

Le WH-1000XM4 sono buonissime cuffie. Non suonano come le già citate Momentum Wireless 3, cuffie che però al lancio costavano nettamente di più di queste. Le “nuove” bimbe di Sony si distinguono per un noise cancel efficace e performante, migliorie nella qualità delle chiamate e un confort davvero niente male. Se avete il vecchio modello probabilmente non vale la pena di fare l’upgrade ma se così non fosse, meritano tutta la vostra attenzione.

The Good

  • Noise cancel
  • Autonomia
  • Qualità audio e audio in chiamata

The Bad

  • Niente AptX?

Written by: Dave

Editor in Chief di Joypad, lo trovate anche sui social @MrPipistro

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