The Witcher 3

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The Witcher 3 Complete Edition

The Witcher 3, con le sue espansioni Hearts of Stone e Blood and Wine, è uno degli RPG più amati in assoluto di questa generazione. Storie interessanti, personaggi accattivanti, un modo open enorme e zeppo di attività e segreti da scoprire. Per non parlare del gameplay, molto più soddisfacente di, per fare un esempio, Skyrim. Insomma, le avventure dello strigo hanno convinto quasi tutti nel 2015, all’uscita del gioco, è hanno catapultato CD Projekt Red nell’olimpo degli studios di sviluppo. Un gioco che abbiamo seguito sin dal lontano 2013, quando discutemmo del gioco con Jakub Szamalek.

Ora, a quattro anni di distanza dall’uscita originale, il gioco arriva in edizione Complete Edition (con tutti i DLC inclusi) su Nintendo Switch, una console nettamente meno potente di PS4, Xbox One e PC. Una conversione, fatta da Saber Interactive, che pochi ritenevano possibile. Eppure, il gioco è davvero qui! Vediamolo con una recensione delta! Ma vi invitiamo anche a leggere le recensioni dei DLC, pubblicate già anni fa su Joypad: Hearts of Stone e Blood and Wine.

Occhi di gatto

In The Witcher 3 riprendiamo i panni di Geralt di Rivia, possente ammazza mostri nato dalla fantasia dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski. La vita del nostro eroe non è stata certo semplice, costellata di avventure, tradimenti, regicidi (veri o supposti che siano) e focose passioni. Geralt è una mutazione umana, fornito di occhi gialli da felino, capacità di combattimento sovrumane e poteri magici che ne fanno una macchina da combattimento quasi perfetta. Dotato nella spada come nell’alchimia, dovrà sfruttare ogni singola goccia dei suoi talenti per portare a termine la sua avventura. Wild Hunt, questo il sottotitolo di questo terzo capitolo, si apre nella tranquilla Kaer Morhen dove troviamo Geralt finalmente riunito al suo grande amore Yennefer di Vengerberg e con Cirilla Fiona Elen Rianno, per gli amici Ciri, una ragazzina irruenta che si sta addestrando nella arti dei Witcher. La storia di Ciri meriterebbe un paragrafo intero ma per sommi capi si tratta della figlia adottiva di Geralt, ottenuta grazie alla Legge della Sorpresa, la quale è in possesso di grandi poteri.

Proprio per questo motivo Ciri verrà ben presto presa di mira dalla Caccia Selvaggia e sarà obbligata a fuggire per tutte le terre del Nord con Geralt sulle sue tracce. The Witcher 3 insomma è la storia di due cacce, quella contro Ciri e la nostra personale per ritrovarla. Moltissimi sono i personaggi che incontreremo durante le nostre avventure e moltissime sono le vicende da vivere in prima persona. Fortunatamente il gioco è stato impostato intelligentemente in modo che il suo universo sia accessibile anche per tutti coloro che non hanno familiarità con gli eventi dei primi due capitoli della saga di CD Projekt Red. La storia principale ci vedrà muoverci per la zona di Vellin, la città di Novigrad e le brulle isole di Skellige, inseguendo e in alcuni flashback impersonando Ciri. The Witcher 3 essendo un RPG ci metterà di fronte ad una miriade di quest secondarie, contratti da strigo, attività varie, esplorazioni e avventure. Terminare il gioco facendo solo la storia principale richiederà verosimilmente almeno 40 ore di gioco, che possono però raddoppiare o triplicare a seconda del nostro grado d’impegno. Ovviamente parliamo solo della versione vanilla, perché con le espansioni possiamo tranquillamente raddoppiare il tempo di gioco e grattare solo la superficie di The Witcher 3!

La main quest di Wild Hunt offre buona varietà di situazioni e territori e ci poterà ai quattro angoli del mondo alla ricerca di Ciri, incontrando personaggi nuovi e già conosciuti nei precedenti capitoli. La storia principale però, seppure appassionante, non è assolutamente in grado di fornire una panoramica sull’incredibile vastità di situazioni presenti in questo gioco. In effetti le missioni secondarie sono molto più del solito riempitivo per farci “perdere tempo” ma veri e propri tasselli del mondo di Geralt. Impareremo a conoscere a fondo i personaggi incontrati nella trama principale, tra una corsa di cavalli, un complotto e un misterioso assassino chirurgo tanto per citare qualcuna delle situazioni in cui ci verremo a trovare. Ogni singola subquest secondaria è realizzata con grande cura, con situazioni sempre inattese e interessanti. Troviamo anche i contratti da strigo (da witcher insomma) che ci porteranno a fare ciò che sappiamo fare meglio: trovare e uccidere mostri. Anche in questo caso dovremo lavorare di spada ma non prima di aver contrattato sul prezzo delle nostre prestazioni, aver scovato la bestia, esserci documentati sui suoi punti deboli e infine passando all’attacco. Per finire troviamo avventure ed esplorazioni, in cui in buona sostanza dovremo lasciare i sentieri per addentrarci nelle foreste e nei dungeon alla ricerca di preziosi tesori. Il mondo di Geralt è sempre in grado di sorprenderci con zone e situazioni inattese, per cui dedicare una sessione intera di gioco al semplice vagabondare per boschi e acquitrini si rivelerà una scelta azzeccata. Moltissime le cose da raccogliere, i punti esperienza da ammassare e gli oggetti da infilare nella bisaccia in vista di utilizzi futuri. Le conoscenze speciali di Geralt sono fondamentali per riuscire al meglio in queste passeggiate tra mostri e pantani, spesso e volentieri saremo avvantaggiati dai sensi del witcher, una sorta di modalità investigativa che ci permette di vedere indizi invisibili per gli umani normali. Anche le sue capacità d’alchimista sono fondamentali, visto che il gioco offre un esteso sistema di crafting per pozioni e unguenti che forniscono vantaggi temporali al giocatore. Il giusto unguento spalmato sulla spada potrebbe dare il colpo di grazia al prossimo mostro mentre la pozione del Gatto ci permetterà di vedere nel buio più completo, prendendo di sorpresa il nemico. Sono solo due esempi dalle tante, tantissime possibilità offerte dal gioco. La mappa di gioco pullula di luoghi d’interesse: zone magiche, tane di mostri, caverne, laghi, cripte e chi più ne ha più ne metta. Senza contare le mini missioni offerte dagli abitanti che normalmente si risolvono in meno di un minuto ma che possono avere conseguenze anche interessanti con l’avanzare del gioco.

Menare le mani

Una cosa che non ci era piaciuta per niente in The Witcher 2 e che in effetti ci ha fatto abbandonare il gioco prima della fine era il sistema di combattimento. Legnoso e scomodo, non era affatto un sistema che invogliava il giocatore a continuare. Tuttavia, il terzo capitolo cambia davvero le carte in tavola, migliorando notevolmente. Tra colpi veloci e potenti, uniti a colpi a distanza e un pratico utilizzo dei segni magici, ora combattere è agevole e soddisfacente. Volendo possiamo anche avvalerci di bombe varie per mettere maggior pepe alla mischia. I nemici sono piuttosto scaltri e sapranno difendersi molto bene, specialmente a difficoltà elevate. L’introduzione dei valori di vigore fa poi in modo che non possiamo sempre scattare a destra e sinistra per schivare i colpi e la cosa vale anche per i nemici. Il vigore rende quindi i combattimenti più plausibili e tattici: scalfire la resistenza di un nemico può darci vantaggi di attacco ad esempio. Combattere contro i mostri è sempre una nuova sfida, dal momento che ogni mostro è ben caratterizzato e ha un suo set specifico di mosse offensive. Spesso dunque sarà il caso di consultare il bestiario alla ricerca di punti deboli da sfruttare, magari previo restock di pozioni e unguenti specifici. Per quanto riguarda il crafting esso non è legato solamente alle pozioni ma anche all’equipaggiamento.

In The Witcher 3 infatti potremo raccogliere oggetti e ingredienti praticamente ovunque che, una volta messo in relazione con istruzioni e schemi, ci permetteranno di costruire equipaggiamento speciale. Ottenere oggetti è semplice dal momento che basta raccoglierlo dai cadaveri dei nostri nemici, rovistando tra scatole e scaffali e smontando oggetti di cui non abbiamo più bisogno. Basterà poi andare da un fabbro o da un armaiolo per commissionargli ciò che desideriamo. Ovviamente non tutti gli artigiani sono ugualmente dotati, quindi bisognerà scegliere con calma e cognizione di causa l’uomo giusto per il lavoro giusto. Allo stesso tempo dovremo prenderci cura del materiale già in nostro possesso perché ogni singolo pezzo del nostro armamentario si consuma e, se trascurato, si romperà. Potremo quindi farlo riparare da un artigiano o farlo noi stessi con i kit di riparazione. CD Projekt ha poi deciso di rendere aggiornabile e migliorabile l’equipaggiamento, tramite diverse opzioni. E non dimentichiamo gli equipaggiamenti da Witcher che sono difficili da ottenere e richiedono parecchio tempo per essere ultimati ma che poi sapranno ripagare grandemente l’impegno profuso. Al nostro armamentario possiamo aggiungere anche armi a distanza, come le balestre. Per finire, anche Geralt può potenziarsi. Tramite l’accumulo di punti esperienza potremo acquistare potenziamenti personali che, utilizzati con dei mutageni trovati sui corpi dei mostri, miglioreranno ulteriormente il nostro personaggio. I miglioramenti spaziano dagli effetti alchemici a quelli di combattimento al rafforzamento dei segni di Geralt. Questi ultimi sono effetti magici che possono sia creare trappole, barriere di fuoco, influenzare la mente e quant’altro. Migliorare questi componenti richiede testa e adattamento dal momento che una volta acquistato il potenziamento esso andrà applicato in uno slot disponibile. Gli slot sono in totale 12 ma non sono disponibili tutti assieme ma andranno sbloccati con l’aumento del livello del giocatore, quindi anche se possediamo un potenziamento non è detto che possiamo usarlo quando ci pare. Un elemento strategico in più che non disequilibra il gioco rendendoci troppo potenti rispetto ai nemici.

La versione per Switch

Il mondo di The Witcher 3 è enorme e estremamente curato. Ogni piccolo villaggio, buio anfratto cittadino o radura è pieno di vita e dettagli. Passeggiare in un boschetto al tramonto oppure accamparsi sotto le stelle è davvero piacevole, grazie anche all’ottimo sistema d’illuminazione dinamica e alle condizioni meteo variabili. L’ampissimo campo visivo aiuta nell’immersione di questo mondo davvero vivo e vitale che chiede a gran voce d’essere esplorato. Molto ben caratterizzate le varie zone del mondo che spaziano da invitanti boschetti soleggiati (ma pieni di mostri) a malsani acquitrini (pieni di mostri) a brulle e dure isole (piene di mostri ovviamente) e a città e villaggi (in cui se tutto va bene dovremo vedercela con guardie e tagliagole). Viaggiando a cavallo si percepisce il cambio di zona in modo evidente, anche se esso non avviene in modo brutale sfruttando qualche muro invisibile o caricamento. Il mondo di gioco, dicevamo, pullula di elementi e dettagli.

Detto questo, per far girare un gioco enorme con questo su Switch non è stato affatto facile, la cosa è ovvia. In modalità portatile il gioco gira sui 540p, anche se con una risoluzione dinamica che modifica la resa del gioco in base alla situazione. Se usiamo Switch in modalità dock (non Switch Lite quindi) possiamo arrivare anche a 720p. In tutta onestà però noi ci sentiamo di sconsigliare il gioco in modalità docked e il motivo è molto semplice: su un televisore da 40, 50, 60 pollici il port su Switch mostra decisamente il fianco. Textures a bassa risoluzione, aliasing, pop-in degli elementi lontani. D’altra parte, per accomodare il gioco alle risorse disponibili della console Nintendo, da qualche parte era necessario tagliare. Su Switch The Witcher 3 riduce i dettagli e la distanza di visione in un modo che non avevamo visto su PS4 e Xbox One. Tuttavia, tutti questi sacrifici scompaiono, in qualche modo, in modalità portatile. Complice la dimensione minuta dello schermo di Switch e Switch Lite (abbiamo giocato su quest’ultima principalmente), il risultato finale è ben più che accettabile. Il solo fatto di avere a disposizione tutto il gioco, senza nessun taglio a livello contenutistico, è un piccolo miracolo e un testamento all’abilità di Saber e CD Projekt di creare un port difficilissimo. Certo, un po’ peccato per i tanti compromessi visivi che fanno poca giustizia all’opera su PC per esempio. Ma rimane comunque un risultato davvero impressionante. Giocatelo in modalità portatile e sarete più che soddisfatti, al netto di qualche calo di framerate in alcune zone e combattimenti concitati.

Portatilmente Strigo

The Witcher 3 Complete Edition su Switch è un action RPG con i controfiocchi. Vastissimo, curatissimo, interessante e con una trama avvincente e personaggi che entreranno a far parte dei vostri ricordi. Un lavoro monumentale quello fatto da CD Projekt Red che è sfociato in quello che è senza ombra di dubbio uno degli RPG migliori di questa generazione. Favoloso per i fan del genere e di sicuro interesse anche per i non fan, le avventure di Geralt di Rivia sono un vero piacere sia da giocare che da vivere. L’edizione su Switch promette decine (se non centinaia) di ore di gioco, un must per tutti coloro che si sono persi l’opera di CD Projekt e probabilmente anche per tutti coloro che vorrebbero giocare di nuovo on the go. Come detto, consigliamo caldamente la versione portatile piuttosto che quella docked. Nel caso vogliate giocare su uno schermo grande, meglio fare capo alle versione Xbox One, PlayStation 4 o PC.

The Good

  • Mondo enorme
  • Storie avvincenti
  • Un port monumentale

The Bad

  • Niente doppiaggio italiano
  • In modalità docked non è molto bello da vedere
5.5

Written by: Dave

Editor in Chief di Joypad, lo trovate anche sui social @MrPipistro

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