Call of Duty, Assassin’s Creed, Battlefield… serie a cadenza annuale. Se ci seguite regolarmente, sapete che personalmente non sono un fan della serializzazione a raffica. Per fortuna per quanto riguarda la serie di CoD ci sono diversi studi che lavorano in parallelo, ognuno portando avanti la propria “sottoserie” con le sue peculiarità. Quest’anno tocca a Treyarch intrattenerci con un ritorno molto atteso, la serie Black Ops.
Da fare e rifare
Call of Duty Black Ops III ci prova a modificare almeno un pochino la formula di CoD. Treyarch ha abbandonato un po’ i momenti super spettacolari con esplosioni a mille per proporre una campagna più personale. Non fraintendetemi, ci sono momenti piuttosto adrenalinici (e… inattesi) ma non ci sono sezioni genuinamente memorabili. Ammetto che per me il culmine rimane lo sbarco in Normandia di un vecchio Medal of Honor ed è difficile battere quello. Ma anche abbassando le mie aspettative, Black Ops III ha i suoi momenti che però non lasciano il segno. La trama infatti è la solita storia di soldati buoni e soldati cattivi, della CIA che fa casini, in cui il giocatore e il suo team devono fermare terroristi e bad guys pena disastrose conseguenze per il mondo (leggete pure America). Non molto divertente il tormentone iniziale degli svizzeri incapaci e del treno che fa boom (per cui, mezzo punto in meno in nota finale… scherzo eh!). La trama in generale può anche starci se siete dei fan del genere ma mi è parsa un po’ forzata in certi punti, oltre che a mettere in scena certe situazioni solo perché sono fighe ma mettendo poi confusione nel quadro generale, cosa che ha obbligato gli sviluppatori a mettere assieme lunghi video d’intermezzo in cui sostanzialmente ci spiegano tutto quanto, in modo che il giocatore non si perda troppo. La campagna è affrontabile sia da soli che in co-op e noi vi consigliamo fortemente la seconda. Il motivo principale è la sua chiara impostazione collaborativa: il gioco offre come sempre vari loadouts a inizio missione ma possediamo anche diversi poteri speciali, derivati dagli impianti bionici nel nostro corpo. Questi poteri, chiamati Cyber Cores, sono ben differenziati e sono utili contro tipologie di nemici differenti (umani o robotici). Nella lista delle cose sfiziose da fare troviamo sciami di micro droni assassini, super velocità, sovraccarico e successiva esplosione dei robot, stordimento degli esseri umani, invisibilità, controllo di torrette e robot nemici a distanza… bene inteso non sarà possibile avere tutto quanto ma toccherà specializzarsi in una delle tre aree dei cores. Un team di giocatori umani con diversi set di abilità sarà quindi molto più efficace in una campagna nervosa in cui i nemici sono ovunque. L’unico modo per avere tutti e tre i cores attivi e arrivare al livello 20, cosa che non riuscirete di certo a fare con solo una campagna al vostro attivo! Prendere ispirazione dalla personalizzazione online per applicare gli stessi ragionamenti (e le stesse preferenze) anche per la modalità storia è una buona idea che funziona. Black Ops III però ci riserva anche una gradita sorpresa per quanto riguarda il comparto single player. Una volta terminata la storia principale potremo rigiocarci ma con regole molto diverse. Attingendo a piene mani dalla modalità Zombies, la nuova campagna Nightmare ci mette di fronte a nuove situazioni, zombie affamati di cervella e magia nera! Non si tratta di una campagna nuova di pacca visto che i livelli sono sostanzialmente gli stessi. Cambia il numero di nemici, sensibilmente aumentato ed il senso di precarietà della vostra condizione umana. Condizione ancora più messa in discussione dal fatto che nella campagna con i non morti non avrete nessuno dei poteri bionici su cui avete fatto tanto affidamento la prima volta.
Ritorna anche la modalità Zombie normale ed è probabilmente la parte più riuscita di Black Ops III. Il giocatore si ritroverà invischiato in una storiaccia di assassini e persone senza morale in una città fittizia di nome Morg. L’ambientazione, squisitamente Noir, si sposa perfettamente coi vari protagonisti (un pugile corrotto, l’investigatore privato, il mago e la ballerina assassina) con il giusto tocco di stereotipo del genere che tanto ci piace. La modalità rimane ancorata alle meccaniche che abbiamo imparato ad apprezzare negli anni. Iniziamo infatti da una piccola zona circoscritta in cui gli zombie continuano a riversarsi. Ammassati punti a sufficienza potremo cominciare a sbloccare nuove zone, nuove armi e nuovi poteri demoniaci. Da subito possiamo usare il figlio di Cthulhu (insomma, ci trasformiamo in un mostro coi tentacoli che sa arrampicarsi e friggere i nemici!). L’ambientazione è strepitosa e la difficoltà non proprio per principianti farà la gioia di un team di giocatori in cooperativa. Belle le musiche, bella la città esplorabile, interessante pure la backstory! Da segnalare che Black Ops III supporta il multi locale (2 per le campagne e 4 per il multi e zombies), dandoci la possibilità di organizzare epiche serate con gli amici. Una cosa che anche altri studios (sì, sto puntando il dito contro di voi, 343 Industries) dovrebbero imparare a fare.
Farsi fraggare online
Nel multi di Black Ops III vediamo qualche novità degna di nota. Per prima cosa l’introduzione degli Specialisti, super soldati speciali che dovremo selezionare. Diverse le personalità e gli stili di combattimento: sniper, tanker, con poteri speciali, con arco… sono nove in tutto i vari Outrider, Firebreak, Ruin, Nomad eccetera. Ognuno di questi personaggi funziona bene in certi tipi di modalità ma è assolutamente inadatto per altre. Impensabile lanciarci in un Dominio con una “super” composta da soli colpi corpo a corpo…
Premetto che sono abbastanza niubbo per quanto riguarda il PvP, specialmente in giochi super competitivi come Cod o BF. Detto questo, tre quarti di chi compra Call of Duty non lo fa per la campagna ma per l’online e quindi mi ci sono buttato. Immediatamente realizziamo una cosa: il multi di Black Ops III è pensato per i giocatori hardcore. Il gioco di Treyarch prende spunto a mani basse da altri capitoli della serie e da shooter di successo. Ritroviamo una sorta di super alla Destiny, la corsa sul muro alla Titanfall, un gunplay senza nessuna interruzione… in sostanza per giocare in modo efficace dobbiamo conoscere alla perfezione le mappe ed essere degli esperti nella concatenazione di salti, wall run e avere una presenza sul campo sopra la norma. Per fortuna alcune modalità introdotte dagli sviluppatori cercano di aiutarci nella preparazione prima di entrare in campo. Una simpatica modalità di corsa, che ricorda vagamente Mirror’s Edge e Titanfall, ci metterà davanti a diversi tracciati da attraversare il più velocemente possibile correndo su muri, in acqua e sparando mentre siamo sospesi su qualche parete verticale. Tuttavia il primo impatto, specialmente se non siete già giocatori competitivi, è brutale. Si muore, si muore e si muore ancora. Le mappe sono pensate per spostamenti velocissimi, condite da punti che sarebbero perfetti per il camperone di turno (se non fosse che non c’è affatto un punto in cui siete al sicuro) e da hot zones in cui si sopravvive per poco tempo. Come modalità troviamo il solito Dominio, Cattura la Bandiera, Uccisione Confermata, eccetera (le modalità classiche insomma) con l’aggiunta di Salvaguardia (in cui dobbiamo scortare un robot verso la base nemica, nulla di davvero shoccante). Insomma, un multi creato per i veri fragger online che saprà divertire molto, specialmente con le varie possibilità di personalizzazione e i loadout. Non male gli Specialisti, che però mi sono sembrati abbastanza disequilibrati tra di loro. Assolutamente punitivo comunque per i neofiti, bisognerà metterci impegno e pazienza.
In attesa del prossimo COD…
Black Ops III è visivamente ben realizzato. I livelli sono grandi e pieni di nemici, tutti ottimamente animati e illuminati. Di particolare pregio i modelli e le animazioni facciali dei protagonisti. I livelli notturni sono sicuramente i meglio riusciti mentre quelli diurni mostrano il fianco a textures non stellari ma restano comunque attorno ai 60 fps, cosa importante in uno shooter in cui il tempo di reazione è tutto. Musica anonima e doppiaggio italiano di discreta fattura completano il quadro.
Call of Duty Black Ops III è un valido nuovo capitolo della saga di Activision. La campagna di base l’ho trovata piuttosto piatta e noiosa, specialmente a livello narrativo. Le cose migliorano con la campagna zombie e la modalità zombie e il multi è esteso e piuttosto variegato. Complessivamente però Black Ops III è da consigliarsi solo per i fan di Call of Duty. Giocatori che si erano già stufati prima della serie non troveranno grandi motivi per tornare indietro, specialmente in un periodo con validissime alternative allo shooter di Treyarch. Segnalo che le versioni oldgen non hanno la campagna! Un grazie a Xbox che ci ha fornito un codice review!