Quest’anno l’E3 è stato pieno di gradite sorprese, forse uno dei migliori degli ultimi anni a detta di tutti. Mentre Caste ed io stavamo seduti sulle seggiole di plastica del Galen Center di Los Angeles alla conferenza Xbox, i nostri occhietti avidi si erano posati su una cosa in particolare: l’Xbox Elite Controller. Il nostro primo contatto fisico con il nuovo hardware è giunto la sera, durante la festa del marchio americano. Le nostre impressioni furono più che positive. Finalmente però l’Elite è giunto sul mercato (si fa per dire, è introvabile praticamente ovunque…) e noi possiamo parlarvene!
Roba da elite
L’Elite Controller nasce dalle esigenze di una piccola parte di pro gamer esigenti. Questi professionisti del gaming su Xbox sono dei consumatori di controller molto avidi, costretti a cambiare il pad ogni qualche mese a causa dell’usura. Per questi giocatori Microsoft ha deciso di creare un pad all’altezza delle aspettative, più robusto, più personalizzabile e di qualità molto più elevata. Il risultato è appunto l’Elite Controller, pad che non si accontenta di cambiare i materiali ma che introduce features davvero golose per tutti e non solo per i pro gamer. Appena lo prendiamo in mano ci accorgiamo dell’enorme differenza rispetto ad un pad normale. Il peso è di oltre 100 grammi superiore rispetto ad un controller normale (233 grammi contro 348 grammi, batterie escluse), la texture della plastica è matte antiscivolo sopra e zigrinata sotto, vi sono inserti in metallo e quattro levette posteriori. Per cominciare il materiale che riveste il controller è fantastico: comodo, piacevole al tatto e garantisce una presa solida senza sbavature. I tasti A, X, B e Y sono sostanzialmente gli stessi rispetto ad un pad normale, anche se sono in bianco e nero e non dei soliti quattro colori cui siamo abituati. I bumper RB e LB sono notevolmente migliori, abbandonando il click eccessivo e l’imprecisione che ho sempre odiato del pad regolare della One. Ora i bumper sono finalmente precisi pur necessitando meno forza per essere attivati. I trigger hanno una corsa più morbida e possono essere impostati, tramite uno switch fisico sul retro del pad, con due diverse lunghezze di corsa. La scelta è quindi tra corsa lunga, che fornisce più gradi di precisione per giochi di corsa, oppure tra corsa corta, che arriva alla fine circa a metà della corsa lunga, per shooter o altri titoli in cui è necessario premere spesso e velocemente il trigger. In soldoni mi sono reso conto giocando a Destiny e Call of Duty Black Ops III che la corsa corta del trigger è una mano santa nelle partite PvP in cui i tempi di reazione sono migliori. Non proprio un vantaggio ingiusto rispetto a quelli che hanno il pad regolare, ma quasi!
Mutaforma
Le levette dietro, 4 di numero, sono posizionate in modo che siano comode da attivare con medio e anulare. Ne troviamo due corte e due lunghe e possono essere tolte in un battito di ciglia dal pad. Si collegano infatti magneticamente, offrendo contemporaneamente un sistema di aggancio comodo e sicuro e una velocità di rimozione quasi istantanea. Oltre ad essere un modo stiloso per fissarli al controller possiamo immaginare dei cambi quasi al volo, tra una partita e un’altra. Usando il software di gestione, che tratterò più in basso nel dettaglio, possiamo assegnare alle levette un qualsiasi altro tasto del controller. Dal momento che l’Elite Controller fornisce il supporto a diversi profili, di cui 2 salvabili e selezionabili direttamente con un tasto fisico sul controller, il cambio è immediato. Potete immaginare due diversi profili per campagna e multiplayer di Halo 5 e cambiare la configurazione fisica del pad senza chiudere il gioco. Oppure, come ho fatto io, impostare due profili diversi per i giochi a cui state giocando. Per farvi un esempio ho impostato le levette corte per funzionare come i due trigger e le due levette lunghe come pressione dello stick sinistro per Destiny. Per Star Wars Battlefront invece uso solo la levetta corta di destra come se fosse RB, in modo che possa lanciare i missili a ricerca in volo senza introdurre nessuna esitazione nello stick destro del pad, mantenendo al contempo una mira precisa e un timing perfetto nel lanciare il missile. Sono sicuro che molti di voi avranno afferrato al volo l’enorme potenzialità dei profili e delle levette intercambiabili! E tuttavia la personalizzazione fisica dell’Elite non termina qui. No perché possiamo cambiare stick destro, sinistro e la croce direzionale. Nella scatola dell’Elite infatti troviamo un astuccio rigido che contiene, oltre al pad, anche i pezzi di ricambio. Da subito quindi potremo scegliere tra stick concavi alti o bassi e tra stick convessi (i classici funghetti). Anche qui, potete mescolare uno stick corto e uno lungo come vi pare. Nel mio caso ho scoperto che per Destiny trovo molto comodo avere lo stick destro concavo (del tutto simile a quello dei controller standard) che mi permette una presa solida mentre per lo stick sinistro ho optato per il funghetto. Meno utili, per me, gli stick lunghi che sono davvero troppo alti. Per quanto riguarda la croce direzionale ne troviamo due nella confezione, entrambe di metallo. La prima è la croce a quattro direzioni normale mentre la seconda offre una superfice convessa rotonda che offre 360 gradi di azione. Quest’ultima mi piace moltissimo, anche se noto che tende ad avere un po’ di gioco extra che in alcuni titoli non vogliamo. Come nel caso delle levette posteriori anche stick e croce direzionale sono intercambiabili in pochissimo tempo grazie al collegamento magnetico. Degno di nota, anzi vero e proprio selling point dell’Elite, il cambio di materiale del “bulbo” degli stick (insomma, la parte che dentro la scocca del controller registra i movimenti. Abbandonata la plastica in favore del metallo, oltre che trasmettere una sensazione di grande precisione è molto più durevole. Finiti i tempi in cui dopo qualche mese di utilizzo vediamo la plastica usurata e conseguente rottura dello stick. Uno dei punti nevralgici del pad ora sembra fatto per durare ed è cosa buona e giusta! Per finire, l’Elite Controller ha la solita presa per gli accessori sul davanti e la presa Jack da 3,5 millimetri per gli headset anche se, per quanto mi riguarda, non ho abbandonato di certo l’adattatore per le cuffie visti i suoi controlli di volume e il mixer gioco-voce. Nella confezione c’è anche un cavo USB di una ventina di centimetri, di fattura robusta. Il pad può essere dunque usato wireless e wired, a dipendenza dei gusti.
Personalizzazione software
La personalizzazione dell’Elite Controller (ma in realtà ora anche dei controller normali) si fa tramite l’App Accessori Xbox. Nella pagina principale dell’applicazione dovremo dapprima scegliere il controller che vogliamo personalizzare. Scegliendo un Elite vedremo i profili attivi al momento, quelli predefiniti (presenti per ora Forza 6, Gears of War Ultimate e Halo 5 in diverse varianti) e la possibilità di definire delle impostazioni personalizzate. Scegliendo quest’ultima opzione ci troviamo in un nuovo menu che da un lato ci mostra la mappatura dei tasti corrente e dall’altro offre diverse alternative. La mappatura dei pulsanti permette, in modo piuttosto macchinoso, di scegliere un pulsante del controller e assegnarvi un tasto. Purtroppo non c’è la possibilità né di fare macro né di assegnare una combinazione anche semplice di tasti. Se volevate un tasto per la super di Destiny scordatevelo, dovrete lo stesso premere due pulsanti. Non è detto che una tale funzionalità non arrivi in futuro ma per ora tale opzione non esiste. Nel sottomenu Levette, grilletti e vibrazione possiamo definire i punti di attivazione delle levette (gli stick). Le scelte sono tra predefinito, ritardato, aggressivo, immediato e controllato e le differenze sono abissali. Con il preset immediato basta pochissima pressione per essere al massimo sull’asse X o Y mentre con quello ritardato avremo poca attuazione fino a 3/4 di corsa. Un pratico grafico sulla destra e un’anteprima sulla sinistra dello schermo vi danno un feedback immediato sugli effetti delle impostazioni che state selezionando. Per quanto riguarda i grilletti possiamo impostare delle zone di inattività personalizzate, scegliendo anche in modo asimmetrico tra destra e sinistra. La regolazione è semplice e veloce e anche qui, potete provare subito i cambiamenti. La voce vibrazione serve ad impostare il feedback tattile dei 4 motori del gamepad. Grilletti e rumble possono essere regolati a punti e il risultato finale è piuttosto preciso. Regolabile anche la luminosità del tasto del gamepad sebbene non sia possibile spegnerla del tutto. Per finire è possibile scambiare tra di loro i grilletti e gli stick ed invertire l’asse Y di stick destro e sinistro rispettivamente. Per finire possiamo salvare tutte queste regolazioni in un profilo che poi potremo registrare in uno dei due slot del gamepad o lasciare sulla console.
Per gente esigente
L’Elite Controller è forse il pad più comodo e completo che abbia mai usato. Da sempre preferisco il pad di Xbox a quello di PlayStation (questione di gusti) e se il pad di Xbox 360 rimaneva il mio preferito fino ad oggi, adesso il primato appartiene all’Elite. Certo, all’inizio il peso maggiore può portarvi fuori dalla vostra zona di confort e le levette posteriori sono un bel cambiamento che necessita qualche tempo per essere davvero apprezzato. Tuttavia dopo una settimana in compagnia di questo gamepad mi si spezza il cuore doverlo restituire a Microsoft! Ottimo sotto tutti i punti di vista ha solo un vistosissimo difetto: il prezzo. Il controller viene infatti venduto a circa 150 CHF (ovvero quasi metà del prezzo di una Xbox One e più del doppio di un pad regolare). Nella confezione troviamo tutto tranne un play and charge kit, le batterie ricaricabili. Per questo prezzo Microsoft avrebbe potuto offrire anche un pacco di batterie ricaricabili invece di costringerci a usare delle pile usa e getta. L’Elite Controller ha un design molto bello, metallo e nero e offre un grado di personalizzazione che può quasi spaventare all’inizio. Se siete gamer esigenti (e facoltosi) non resterete delusi.